Terremoto di magnitudo ML 0.2 del 28-12-2016 ore 15:18:30 (UTC) in zona: 6 km E Cantalice (RI)

Un terremoto di magnitudo ML 0.2 è avvenuto nella zona: 6 km E Cantalice (RI), il

  • 28-12-2016 15:18:30 (UTC)
  • 28-12-2016 16:18:30 (UTC +01:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 42.4740, 12.9780 ad una profondità di 16 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Cantalice RI 6 2755 2755
Micigliano RI 7 127 2882
Poggio Bustone RI 8 2055 4937
Castel Sant'Angelo RI 10 1308 6245
Leonessa RI 10 2435 8680
Cittaducale RI 10 6828 15508
Borgo Velino RI 10 972 16480
Antrodoco RI 11 2588 19068
Rivodutri RI 11 1253 20321
Posta RI 11 694 21015
Rieti RI 12 47698 68713
Morro Reatino RI 13 373 69086
Borbona RI 14 617 69703
Labro RI 16 374 70077
Colli sul Velino RI 16 533 70610
Polino TR 17 233 70843
Concerviano RI 17 291 71134
Greccio RI 17 1558 72692
Belmonte in Sabina RI 19 636 73328
Contigliano RI 19 3783 77111
Monteleone di Spoleto PG 20 599 77710

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
29 Km a E di Terni (111501 abitanti)
37 Km a W di L'Aquila (69753 abitanti)
57 Km a NE di Guidonia Montecelio (88673 abitanti)
58 Km a SE di Foligno (57155 abitanti)
59 Km a N di Tivoli (56533 abitanti)
63 Km a W di Teramo (54892 abitanti)
72 Km a E di Viterbo (67173 abitanti)
76 Km a NE di Roma (2864731 abitanti)
85 Km a SE di Perugia (166134 abitanti)
89 Km a N di Velletri (53303 abitanti)
96 Km a W di Montesilvano (53738 abitanti)
98 Km a NE di Pomezia (62966 abitanti)
99 Km a W di Chieti (51815 abitanti)
99 Km a NE di Fiumicino (78395 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v3.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.3) dall'anno 1000 all'anno 2019. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Rivista
Rev100
ML 0.2 2016-12-28
15:18:30
42.4745 12.9777 16 2016-12-28
15:27:25
Sala Sismica INGV-Roma 37946271
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 2016-12-28 15:18:30 ± 0.08
Latitudine 42.4745 ± 0.0036
Longitudine 12.9777 ± 0.0024
Profondità (km) 16 ± 1 (from location)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 100 -> SURVEY-INGV
Tipo di evento earthquake
ID localizzazione 37946271

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza uncertainty ellipse
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri) 383
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri) 238
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi) 200
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 380.0
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 224
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 23
Numero di fasi 6
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.04
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi) 0.00000
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi) 0.17807
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 20
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 3
Parametri della magnitudo

ML:0.2

Campo Valore
Valore 0.2
Incertezza 0.5
Num. stazioni usate 2
Tipo di magnitudo ML
Localizzazione di riferimento 37946271
Agenzia INGV
Autore Sala Sismica INGV-Roma
Tempo di creazione (UTC) 2016-12-28 15:27:25
Tempi di arrivo
SCNL Time Uncertainty Polarity Evaluation_mode Phase Azimuth Distance Takeoff_angle Residual Weight
IV.SALB.HHZ. 2016-12-28T15:19:24.03 3.0 negative manual Pn 3.18 0
IV.SENI.HNZ. 2016-12-28T15:19:09.43 3.0 undecidable manual Sg 7.03 0
IV.COLB.HHZ. 2016-12-28T15:19:08.25 3.0 negative manual Pg 11.77 0
IV.PESA.HHZ. 2016-12-28T15:19:00.26 3.0 undecidable manual Sg 6.87 0
IV.LIK.EHZ.01 2016-12-28T15:18:59.21 3.0 positive manual Pg 13.89 0
IV.FRON.EHZ. 2016-12-28T15:18:53.05 3.0 undecidable manual Sn -5.16 0
IV.RM33.EHZ. 2016-12-28T15:18:38.77 0.1 undecidable manual S 79 0.1781 116 -0.02 99
IV.T1211.EHZ. 2016-12-28T15:18:37.09 0.1 undecidable manual S 303 0.1079 134 0.02 100
IV.LNSS.HHZ. 2016-12-28T15:18:37.72 0.1 undecidable manual S 20 0.1367 125 -0.01 100
IV.RM33.EHZ. 2016-12-28T15:18:35.45 0.6 positive manual P 79 0.1781 116 0.06 49
IV.T1211.EHZ. 2016-12-28T15:18:34.36 0.1 undecidable manual P 303 0.1079 134 -0.04 100
IV.LNSS.HHZ. 2016-12-28T15:18:34.79 0.1 undecidable manual P 20 0.1367 125 0.01 100
IV.BRSN.HNZ. 2016-12-28T15:18:34.28 3.0 undecidable manual Sg -3.34 0
IV.ARVD.HHZ. 2016-12-28T15:18:22.72 3.0 undecidable manual Pg 2.04 0
IV.PP3.EHZ. 2016-12-28T15:18:22.84 3.0 positive manual Pn -4.08 0
IV.BORM.HNZ. 2016-12-28T15:18:04.43 3.0 undecidable manual Sn -2.95 0
IV.CSNT.HHZ. 2016-12-28T15:18:04.04 3.0 negative manual Pn -5.91 0
SI.BOSI.HHZ. 2016-12-28T15:17:54.60 3.0 negative manual P -2.82 0
IV.QLNO.HHZ. 2016-12-28T15:17:51.55 3.0 negative manual Pn -3.29 0
IV.SBPO.HNZ. 2016-12-28T15:17:45.22 3.0 undecidable manual P -6.88 0
IV.VARE.HHZ. 2016-12-28T15:17:44.79 3.0 positive manual P 6.49 0
GU.RNCA.HHZ. 2016-12-28T15:17:43.07 3.0 negative manual P -7.78 0
IV.LEOD.HNZ. 2016-12-28T15:17:30.48 3.0 negative manual P -9.99 0
Ampiezza e Magnitudo per ciascuna stazione
SCNL mag Generic_amplitude Period Type Category Unit Time_window_reference
IV.RM33.EHN. ML:-0.1 0.0000068731365 0.1536 AML other m 2016-12-28T15:18:39.51
IV.T1211.EHN. ML:0.5 0.000028538038 0.1792 AML other m 2016-12-28T15:18:38.32
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://terremoti.ingv.it/tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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Tipo Descrizione Link
QuakeML - small Event, Origin, FocalMechanism Download
QuakeML - full Event, Origin, FocalMechanism, Amplitude, Arrival, Pick, Station Magnitude Download
Forme d'onda Segnali sismici in formato miniseed + resp not available