Terremoto di magnitudo Md 3.2 del 13-04-2003 ore 03:29:39 (Italia) in zona: 3 km SE Santa Vittoria in Matenano (FM)

Un terremoto di magnitudo Md 3.2 è avvenuto nella zona: 3 km SE Santa Vittoria in Matenano (FM), il

  • 13-04-2003 01:29:39 (UTC)
  • 13-04-2003 03:29:39 (UTC +02:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 42.9930, 13.5110 ad una profondità di 5 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Bollettino Sismico Italiano INGV.

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Santa Vittoria in Matenano FM 3 1330 1330
Montelparo FM 4 778 2108
Force AP 4 1354 3462
Montefalcone Appennino FM 4 424 3886
Smerillo FM 5 365 4251
Rotella AP 6 906 5157
Monteleone di Fermo FM 6 395 5552
Montedinove AP 7 488 6040
Monte Rinaldo FM 7 379 6419
Monte San Martino MC 7 765 7184
Montalto delle Marche AP 8 2122 9306
Comunanza AP 9 3166 12472
Ortezzano FM 9 774 13246
Monsampietro Morico FM 9 659 13905
Montottone FM 10 979 14884
Servigliano FM 10 2336 17220
Penna San Giovanni MC 10 1108 18328
Castignano AP 11 2796 21124
Palmiano AP 11 196 21320
Belmonte Piceno FM 11 646 21966
Monte Vidon Combatte FM 12 433 22399
Venarotta AP 12 2066 24465
Amandola FM 13 3629 28094
Falerone FM 13 3337 31431
Cossignano AP 15 978 32409
Monte Vidon Corrado FM 15 731 33140
Petritoli FM 15 2335 35475
Monte Giberto FM 15 801 36276
Roccafluvione AP 15 2010 38286
Carassai AP 15 1100 39386
Montefortino FM 15 1178 40564
Sant'Angelo in Pontano MC 15 1436 42000
Grottazzolina FM 15 3398 45398
Montegiorgio FM 16 6851 52249
Offida AP 16 5058 57307
Montappone FM 16 1682 58989
Gualdo MC 16 815 59804
Ascoli Piceno AP 16 49407 109211
Appignano del Tronto AP 16 1785 110996
Ponzano di Fermo FM 17 1674 112670
Magliano di Tenna FM 17 1452 114122
Sarnano MC 18 3264 117386
Massa Fermana FM 18 963 118349
Montemonaco AP 18 604 118953
Monterubbiano FM 20 2230 121183
Rapagnano FM 20 2145 123328

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
40 Km a NW di Teramo (54892 abitanti)
66 Km a E di Foligno (57155 abitanti)
70 Km a S di Ancona (100861 abitanti)
72 Km a N di L'Aquila (69753 abitanti)
75 Km a NW di Montesilvano (53738 abitanti)
82 Km a NW di Pescara (121014 abitanti)
85 Km a NE di Terni (111501 abitanti)
89 Km a NW di Chieti (51815 abitanti)
92 Km a E di Perugia (166134 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v4.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.4). La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Fornisce dati parametrici omogenei, sia macrosismici, sia strumentali, relativi ai terremoti con intensità massima ≥ 5 o magnitudo ≥ 4.0 d'interesse per l'Italia nella finestra temporale 1000-2020. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Bollettino
Rev1000
Md 3.2
ML-VAX 2.5
2003-04-13
01:29:39
42.993 13.511 5 2013-07-15
08:41:04
Bollettino Sismico Italiano INGV 475119
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 2003-04-13 01:29:39 ± 0.316
Latitudine 42.9930 ± 0.0159
Longitudine 13.5110 ± 0.0345
Profondità (km) 5 (operator assigned)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 1000 -> BULLETIN-VAX
Tipo di evento earthquake
ID localizzazione 475119

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza horizontal uncertainty
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri)
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri)
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi)
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 3318.1
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 196
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 22
Numero di fasi 22
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.7
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi) 0.00437
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi) 0.01554
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 15
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 15
Parametri delle magnitudo

Md:3.2

Campo Valore
Valore 3.2
Incertezza
Num. stazioni usate 2
Tipo di magnitudo Md
Localizzazione di riferimento 475119
Agenzia INGV
Autore Bollettino Sismico Italiano INGV
Tempo di creazione (UTC) 2013-01-05 00:31:36

ML:2.5

Campo Valore
Valore 2.5
Incertezza
Num. stazioni usate 12
Tipo di magnitudo ML
Localizzazione di riferimento 475119
Agenzia INGV
Autore Bollettino Sismico Italiano INGV
Tempo di creazione (UTC) 2015-04-28 13:07:13
Tempi di arrivo
SCNL Time Uncertainty Polarity Evaluation_mode Phase Azimuth Distance(km) Takeoff_angle Residual Weight
--.SDI.Z. 2003-04-13T01:30:22.39 10.0 undecidable manual SN 169 1.2987 0.34 0.7
--.PTQR.Z. 2003-04-13T01:30:14.50 10.0 undecidable manual SG 184 0.9657 1.12 0.3
--.FSSB.Z. 2003-04-13T01:30:11.51 10.0 undecidable manual SG 322 0.8769 1.18 0.3
--.RFI.Z. 2003-04-13T01:30:10.85 10.0 undecidable manual PN 167 1.7205 1.05 0.7
--.CSNT.Z. 2003-04-13T01:30:10.27 10.0 undecidable manual PN 286 1.6761 1.04 0.7
--.MNS.Z. 2003-04-13T01:30:09.38 10.0 undecidable manual SG 224 0.8547 -0.38 0.7
--.PGD.Z. 2003-04-13T01:30:08.80 10.0 undecidable manual PN 304 1.5651 1.17 0.6
--.SFI.Z. 2003-04-13T01:30:07.50 10.0 undecidable manual PN 307 1.5096 0.66 1.2
--.LAV9.Z. 2003-04-13T01:30:06.11 10.0 undecidable manual PN 204 1.443 0.19 1.6
--.CRE.Z. 2003-04-13T01:30:04.45 10.0 undecidable manual PN 299 1.2987 0.58 1.4
--.RNI2.Z. 2003-04-13T01:30:04.22 10.0 undecidable manual PN 159 1.3653 -0.72 1.2
--.RSM.Z. 2003-04-13T01:30:03.43 10.0 undecidable manual PN 320 1.1988 0.73 1.3
--.ASS.Z. 2003-04-13T01:30:03.34 10.0 undecidable manual SG 276 0.6327 0.96 0.4
--.SDI.Z. 2003-04-13T01:30:03.38 10.0 undecidable manual PN 169 1.2987 -0.58 1.4
--.ARV.Z. 2003-04-13T01:30:02.77 10.0 undecidable manual SG 320 0.6438 -0.3 0.7
--.PTQR.Z. 2003-04-13T01:29:58.38 10.0 undecidable manual PG 184 0.9657 -0.57 1.6
--.SNTG.Z. 2003-04-13T01:29:57.39 10.0 undecidable manual SG 301 0.4884 -0.51 0.7
--.FSSB.Z. 2003-04-13T01:29:56.16 10.0 undecidable manual PG 322 0.8769 -1.03 0.9
--.MNS.Z. 2003-04-13T01:29:55.87 10.0 undecidable manual PG 224 0.8547 -0.99 1
--.ARV.Z. 2003-04-13T01:29:51.71 10.0 undecidable manual PG 320 0.6438 -1.29 0.6
--.ASS.Z. 2003-04-13T01:29:51.99 10.0 undecidable manual PG 276 0.6327 -0.61 1.5
--.SNTG.Z. 2003-04-13T01:29:49.33 10.0 positive manual PG 301 0.4884 -0.68 2.8
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, /tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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