Terremoto di magnitudo M 2.0 del 25-02-1985 ore 17:33:32 (Italia) in zona: 4 km SE Molini di Triora (IM)

Un terremoto di magnitudo M 2.0 è avvenuto nella zona: 4 km SE Molini di Triora (IM), il

  • 25-02-1985 16:33:32 (UTC)
  • 25-02-1985 17:33:32 (UTC +01:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 43.9550, 7.7960 ad una profondità di 10 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Bollettino Sismico Italiano INGV.

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Molini di Triora IM 4 617 617
Montalto Ligure IM 5 377 994
Triora IM 5 355 1349
Carpasio IM 6 168 1517
Badalucco IM 6 1136 2653
Ceriana IM 8 1250 3903
Bajardo IM 8 312 4215
Rezzo IM 10 366 4581
Castel Vittorio IM 10 287 4868
Aurigo IM 11 347 5215
Pigna IM 11 859 6074
Pietrabruna IM 11 501 6575
Castellaro IM 12 1256 7831
Prelà IM 12 503 8334
Borgomaro IM 12 865 9199
Montegrosso Pian Latte IM 13 118 9317
Vasia IM 13 389 9706
Taggia IM 13 14116 23822
Pompeiana IM 14 823 24645
Lucinasco IM 14 272 24917
Apricale IM 14 629 25546
Dolcedo IM 14 1415 26961
Mendatica IM 14 185 27146
Perinaldo IM 14 870 28016
Cosio d'Arroscia IM 14 221 28237
Caravonica IM 14 282 28519
Terzorio IM 14 216 28735
Pieve di Teco IM 14 1338 30073
Pornassio IM 14 685 30758
Riva Ligure IM 15 2910 33668
Briga Alta CN 15 39 33707
Sanremo IM 15 54807 88514
Civezza IM 15 609 89123
Isolabona IM 15 679 89802
Chiusavecchia IM 15 577 90379
Santo Stefano al Mare IM 15 2197 92576
Cesio IM 16 283 92859
Cipressa IM 16 1290 94149
Chiusanico IM 16 607 94756
Costarainera IM 16 828 95584
Seborga IM 16 315 95899
Vessalico IM 17 282 96181
Rocchetta Nervina IM 17 298 96479
Pontedassio IM 18 2323 98802
San Lorenzo al Mare IM 18 1297 100099
Armo IM 18 111 100210
Dolceacqua IM 18 2074 102284
Soldano IM 18 977 103261
Ospedaletti IM 18 3367 106628
Vallebona IM 19 1310 107938
Borghetto d'Arroscia IM 19 456 108394
San Biagio della Cima IM 19 1329 109723
Testico SV 20 196 109919
Diano Arentino IM 20 722 110641

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
15 Km a N di Sanremo (54807 abitanti)
53 Km a SE di Cuneo (56081 abitanti)
67 Km a SW di Savona (61345 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v3.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.3) dall'anno 1000 all'anno 2019. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Bollettino
Rev1000
M 2.0 1985-02-25
16:33:32
43.955 7.796 10 2013-07-15
08:40:51
Bollettino Sismico Italiano INGV 2519
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 1985-02-25 16:33:32 ± 0.233
Latitudine 43.9550 ± 0.0368
Longitudine 7.7960 ± 0.0148
Profondità (km) 10 ± 3 (from location)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 1000 -> BULLETIN-VAX
Tipo di evento earthquake
ID localizzazione 2519

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza horizontal uncertainty
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri)
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri)
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi)
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 4261.9
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 192
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 9
Numero di fasi 9
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.2
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi) 0.00065
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi) 0.00397
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 5
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 5
Parametri della magnitudo

M:2.0

Campo Valore
Valore 2.0
Incertezza
Num. stazioni usate
Tipo di magnitudo M
Localizzazione di riferimento 2519
Agenzia INGV
Autore Bollettino Sismico Italiano INGV
Tempo di creazione (UTC) 2015-04-28 09:48:29
Tempi di arrivo
SCNL Time Uncertainty Polarity Evaluation_mode Phase Azimuth Distance Takeoff_angle Residual Weight
--.STV.Z. 1985-02-25T16:33:47.50 10.0 undecidable manual SG 311 0.0040 -0.77 0
--.FIN.Z. 1985-02-25T16:33:46.00 10.0 undecidable manual SG 49 0.0035 -0.43 0.2
--.ENR.Z. 1985-02-25T16:33:46.10 10.0 undecidable manual SG 315 0.0034 -0.11 0.6
--.ROB.Z. 1985-02-25T16:33:45.10 10.0 undecidable manual SG 9 0.0032 -0.1 0.6
--.STV.Z. 1985-02-25T16:33:41.30 10.0 undecidable manual PG 311 0.0040 -0.1 1.4
--.ENR.Z. 1985-02-25T16:33:40.60 10.0 undecidable manual PG 315 0.0034 0.39 0.7
--.ROB.Z. 1985-02-25T16:33:40.00 10.0 undecidable manual PG 9 0.0032 0.37 0.7
--.FIN.Z. 1985-02-25T16:33:40.40 10.0 undecidable manual PG 49 0.0035 0.06 1.6
--.IMP.Z. 1985-02-25T16:33:34.60 10.0 undecidable manual PG 118 0.0006 -0.09 3.2
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://terremoti.ingv.it/tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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