Terremoto di magnitudo ML 1.7 del 20-02-2022 ore 19:02:28 (Italia) in zona: 2 km SE Castropignano (CB)

Un terremoto di magnitudo ML 1.7 è avvenuto nella zona: 2 km SE Castropignano (CB), il

  • 20-02-2022 18:02:28 (UTC)
  • 20-02-2022 19:02:28 (UTC +01:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 41.6120, 14.5790 ad una profondità di 19 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Castropignano CB 2 947 947
Oratino CB 3 1641 2588
Casalciprano CB 5 564 3152
Torella del Sannio CB 6 795 3947
Busso CB 6 1273 5220
Ripalimosani CB 7 3114 8334
Molise CB 7 167 8501
Fossalto CB 7 1345 9846
Limosano CB 8 768 10614
Montagano CB 9 1086 11700
Campobasso CB 9 49431 61131
Pietracupa CB 9 215 61346
Sant'Angelo Limosano CB 9 352 61698
Baranello CB 10 2673 64371
Sant'Elena Sannita IS 10 275 64646
Spinete CB 11 1320 65966
Frosolone IS 11 3170 69136
Matrice CB 11 1115 70251
Duronia CB 11 405 70656
San Biase CB 12 189 70845
Ferrazzano CB 12 3344 74189
Colle d'Anchise CB 12 807 74996
Vinchiaturo CB 13 3324 78320
Petrella Tifernina CB 13 1170 79490
Mirabello Sannitico CB 13 2180 81670
San Giovanni in Galdo CB 14 580 82250
Bagnoli del Trigno IS 14 735 82985
Campodipietra CB 15 2570 85555
Macchiagodena IS 15 1854 87409
Civitanova del Sannio IS 16 945 88354
Campolieto CB 16 839 89193
Salcito CB 16 683 89876
Lucito CB 16 696 90572
Toro CB 16 1391 91963
Castellino del Biferno CB 16 545 92508
Bojano CB 17 8058 100566
Gildone CB 18 809 101375
Chiauci IS 18 233 101608
San Giuliano del Sannio CB 18 1029 102637
Cantalupo nel Sannio IS 18 739 103376
San Polo Matese CB 18 470 103846
Santa Maria del Molise IS 18 665 104511
Cercepiccola CB 19 681 105192
Campochiaro CB 19 646 105838
Castelbottaccio CB 19 312 106150
San Massimo CB 19 855 107005
Monacilioni CB 19 523 107528
Trivento CB 19 4730 112258
Guardiaregia CB 20 801 113059

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
56 Km a NW di Benevento (60091 abitanti)
63 Km a NE di Caserta (76326 abitanti)
67 Km a W di San Severo (53905 abitanti)
76 Km a N di Acerra (59573 abitanti)
78 Km a NE di Aversa (53047 abitanti)
80 Km a N di Avellino (54857 abitanti)
80 Km a N di Afragola (65057 abitanti)
82 Km a W di Foggia (151991 abitanti)
82 Km a N di Casoria (77642 abitanti)
82 Km a NE di Giugliano in Campania (122974 abitanti)
86 Km a NE di Marano di Napoli (59874 abitanti)
89 Km a SE di Chieti (51815 abitanti)
90 Km a N di Portici (55274 abitanti)
90 Km a NE di Napoli (974074 abitanti)
91 Km a N di Ercolano (53709 abitanti)
93 Km a N di Torre del Greco (86275 abitanti)
94 Km a NE di Pozzuoli (81661 abitanti)
96 Km a N di Scafati (50787 abitanti)
100 Km a SE di Pescara (121014 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v3.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.3) dall'anno 1000 all'anno 2019. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Rivista
Rev100
ML 1.7 2022-02-20
18:02:28
41.6123 14.5787 19 2022-02-20
18:12:03
Sala Sismica INGV-Roma 101174421
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 2022-02-20 18:02:28 ± 0.2
Latitudine 41.6123 ± 0.0117
Longitudine 14.5787 ± 0.0120
Profondità (km) 19 ± 2 (from location)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 100 -> SURVEY-INGV
Tipo di evento earthquake
ID localizzazione 101174421

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza uncertainty ellipse
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri) 1300
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri) 878
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi) 213
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 1300.0
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 111
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 14
Numero di fasi 14
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.3
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi) 0.06745
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi) 0.52430
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 7
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 7
Parametri della magnitudo

ML:1.7

Campo Valore
Valore 1.7
Incertezza 0.0
Num. stazioni usate 4
Tipo di magnitudo ML
Localizzazione di riferimento 101174421
Agenzia INGV
Autore Sala Sismica INGV-Roma
Tempo di creazione (UTC) 2022-02-20 18:12:03
Tempi di arrivo
SCNL Time Uncertainty Polarity Evaluation_mode Phase Azimuth Distance Takeoff_angle Residual Weight
IV.LPEL.HHZ. 2022-02-20T18:02:47.65 0.6 undecidable manual S 326 0.5243 99 0.64 40
IV.MELA.HHZ. 2022-02-20T18:02:44.26 0.3 undecidable manual S 77 0.4200 102 0.31 70
IV.RNI2.HHZ. 2022-02-20T18:02:42.39 1.0 undecidable manual S 286 0.3310 107 0.98 17
IV.SACR.HHZ. 2022-02-20T18:02:39.06 0.6 undecidable manual S 156 0.2347 116 0.31 47
IV.MIDA.HHZ. 2022-02-20T18:02:39.52 0.6 undecidable manual S 277 0.2446 115 0.52 43
IV.LPEL.HHZ. 2022-02-20T18:02:39.44 0.1 undecidable manual P 326 0.5243 99 0.11 93
IV.MELA.HHZ. 2022-02-20T18:02:37.22 0.6 negative manual P 77 0.4200 102 -0.35 45
IV.TST01.HHZ. 2022-02-20T18:02:37.35 0.6 undecidable manual S 314 0.1979 121 -0.43 47
IV.RNI2.HHZ. 2022-02-20T18:02:36.04 0.1 undecidable manual P 286 0.3310 107 -0.06 99
IV.BSSO.HHZ. 2022-02-20T18:02:35.29 0.3 undecidable manual S 170 0.0674 154 0.16 76
IV.MIDA.HHZ. 2022-02-20T18:02:34.56 0.1 undecidable manual P 277 0.2446 115 -0.15 100
IV.SACR.HHZ. 2022-02-20T18:02:34.42 0.1 undecidable manual P 156 0.2347 116 -0.14 99
IV.TST01.HHZ. 2022-02-20T18:02:33.77 0.1 undecidable manual P 314 0.1979 121 -0.23 98
IV.BSSO.HHZ. 2022-02-20T18:02:32.02 0.3 positive manual P 170 0.0674 154 -0.45 72
Ampiezza e Magnitudo per ciascuna stazione
SCNL mag Generic_amplitude Period Type Category Unit Time_window_reference
IV.BSSO.HHN. ML:1.7 0.00040399999999999995 0.4 AML other m 2022-02-20T18:02:36.47
IV.BSSO.HNN. ML:1.7 0.00040149999999999995 0.96 AML other m 2022-02-20T18:02:36.47
IV.BSSO.HHE. ML:1.7 0.0004365 1.58 AML other m 2022-02-20T18:02:36.13
IV.BSSO.HNE. ML:1.7 0.0004255 1.58 AML other m 2022-02-20T18:02:36.93
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://terremoti.ingv.it/tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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